lunedì, 12 maggio 2008

Di coccinelle e di pc bastardi


Buon inizio di settimana!

Quando il pc deciderà di farmi commentare gli altrui blog, procederò allegramente...nel frattempo...cerco di convincerlo con le buone...

 

 


Delf ha sparso le sue note alle ore 08:53 nella categoria le migliori cazzate, lumorismo della delf, vitaccia strega, le provocazioni della delf
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venerdì, 09 maggio 2008

Che quando ci piglia bene, a noi due...


"ah capito
mi ti vuoi togliere dalle balle per una settimana, eh?! tsè vatti a fidar degli amici" 
 
"no veramente speravo che i delfini ti portassero con se' una volta per tutte...."
 
"uhm...e io che temevo evocassi la piovra gigante, per questo...si vede che oggi sei in buona..."
 
"no, è che voglio bene alla piovra gigante"
 
"che uomo!"
 
"chi? la piovra?"
 
"ovviamente! che domande!"


Delf ha sparso le sue note alle ore 14:51 nella categoria lumorismo della delf, la delf e i suoi amici, le provocazioni della delf
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Di un sacco di cose, sopratutto sceme.


ll fatto che un'ape stia svolazzando dentro la lampada a soffitto sopra la mia testa è qualcosa di cui mi devo preoccupare, secondo voi?

Il fatto che stamattina io abbia cominciato facendo secche una zanzara e due mosche inciderà negativamente sul mio karma e su questo pigro venerdì?! Nel caso, consigli su come espiare le colpe?

Ho deciso che stasera mi suiciderò in palestra passando dalla lezione di pilates con palla e pallette varie, a quella di pettorali, bicipiti e affini alla Soldato Jane, finendo con quella di pilates con istruttrice nazista. Per far tutto questo mi sono presa un'ora di permesso al lavoro. Dite che fare di tutto per ridurmi così...


...mi renderà una persona migliore spiritualmente, in futuro?! Comincio ad avere dei seri dubbi...

Domani mi aspetta una di quelle giornatine fulminate di primo livello, in cui porterò al CAF i documenti per la denuncia dei redditi all'alba, devo poi decidere se tornare a casa oppure infilarmi per Roma in attesa di incontrare mia madre con la quale percorrò come minimo quei cinquanta chilometri di passeggiata che tanto, io per lei, son sempre la pigra di dieci anni e allora "dai, su...forza...che fa bene camminare!", e finire il tutto arrivando alla bell'e meglio ad una festa di compleanno a cui tengo molto sperando di non ridurmi così...

...che per sicurezza metto il perizoma delle grandi occasioni, ecco.

Ieri sera è stata una serata pesante. Mi son cresciute le gonadi, si son sviluppate fino a riempirmi come due bei palloni, ho cercato a lungo uno spillone per farle perlomeno scoppiare, ma non trovandolo ho deciso di metter su un cd allegro in macchina. E di condividere la cosa con gli altri, abbassando i finestrini e cantando come veniva sulla strada per il lavoro. Ore .7.45 circa.
Minuto più, minuto meno.
C'è mezza provincia nord est di Roma che s'è svegliata con questo ritmo, stamattina...
Oh, sia chiaro. Se mi cercano, voi non mi conoscete, eh?!

C'è questo tipo, no?! Che è un amico, no?! Che ci si conosce da un quattro anni, circa...che ci si sente per mail che lui il telefono iiiihhh! orrore! Che ci si è visti un paio di volte, perchè non è proprio vicino, ecco. Che è una presenza costante, che mi sostiene, che tra una battuta e l'altra è sempre lì, che tra silenzi e assenzi, se non ci fosse sarebbe diverso, che ha un'intelligenza carismatica, un'ironia fulminata e che non sorride mai perchè "non lo so perchè...". Che è uno scrittore ma anche un bravo fotografo, che è un Boss come il mio Boss, che vorrebbe cambiar vita e lavoro e famiglia ma che "alla fine, sto bene dove sto..." e però continua a cercare. Che se non era per lui e per i suoi smadonnamenti io non andavo a Milano, se non era per lui e per quella sua bastardaggine non poi così latente io non pubblicavo poesie e non scoprivo metà della mia esistenza. Che c'è questa strana cosa che è virtuale ma anche no, e che insomma. In fondo ci si vuol bene senza mai dirselo.
Adesso, il fatto che poco fa mi abbia mandato una mail per dirmi di questo può significare "levati dalle palle per un po'" secondo voi?! No perchè io ci provo a farla, 'sta cosa, eh?!

Dopo la caccia insettivora.
Dopo il tentato pluri omicidio per inquinamento acustico.
Dopo la decisione di prossimo suicidio palestrifero.
Dopo e durante una bella chiacchierata con la Collega G nella quale escon fuori i racconti di quella volta in cui il Notaio SantoSubito ci anticipò i soldi delle tasse al rogito della casa, e si parlava di novemila testoni. O di quella, più recente, in cui il Direttore BelloDentroeFuori della Banca RispettosaDeiClienti, al momento di modificare il mutuo ormai attapirato dai continui aumenti, esordì dicendo al Notaio SantoSubito "per cortesia, non metta la cifra esatta, altrimenti i signori poi non possono più giustificare la casa nella denuncia dei redditi come prima dimora e perdono quei settecento eurIIII annui di rimborso che insomma...non mi par carino, ecco"...e furono lacrimoni sia prima che dopo, confesso!
Dopo tutto questo, l'arrivo di una cosina rosa e bianca, con un cuoricino rosso rosso in cima, due alucce piumose, uno spruzzo di spelacchiati capellini, un faccino simpatico e due piedozzi cicciotti è una di quelle cose che metton su un'allegria, ma un'allegria...che sto già pensando come ricompensarla, ecco.
Che poi. Non solo è uno di quei regalini da tenere con cura. Non solo è la prima volta che mi premiano per aver preso l'influenza (vabè...la sesta...puntigliosi!). Ma ci ha pure l'accompagno di un biglietto che, insomma...ecco...poi dici che ti vien in mente d'aver sorelle sparse per il mondo e di scoprirlo così, per quel caso che tanto caso non è...

E alla fine di tanto sproloquiare, dopo una sfilza di parole buttate lì come venivano, tirando le fila di un ragionamento unico che non c'è ma vabè, ci si prova. 
Se cambio lavoro o cambio capi e mi ritrovo a lavorare sul serio e a non avere più tutto 'sto tempo per il blog io lo so. Sarò una donna distrutta.
Va' che non tutto il male vien per nuocere, proprio vero!


Delf ha sparso le sue note alle ore 11:39 nella categoria parole al vento, le migliori cazzate, la delf e il mipo, la delf e le sue passioni, la delf e il suo lavoro, figure meschine, lumorismo della delf, vitaccia strega, le provocazioni della delf, il circolo arsenico e vecchi mer, la delf e le sue considerazioni
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giovedì, 08 maggio 2008

Di oroscopi e di...pauuuuraaa!


SAGITTARIO
23.11 l 21.12

Il lavoro chiede concentrazione e tatto. Le finanze cautela. Nulla di grave si staglia, solo stress da farvi spuntare i peli verdi. Specie giovedì e venerdì. Marte è però in orbita alla bourguignon: v’infilza, v’immerge in un brodo di passione e vi porta, grondanti salsa fornicatoria, al palato del partner e/o di voraci estimatori.

NOOOOOOOOTTTTTTTTTTT?!?!?!?! Passa un po' qui coi Negroni, va'!!!!

No, comunque.
Capitani o tromba come un riccio da mane a sera.
O non tromba da quel dì che ci ha il chiodo fisso.
O fa il filo ad una sagittaria e spera che prima o poi...

Bon. Se lo vedete, ditemelo.
Che io cambio strada e vado dall'altra parte, che a me questo comincia a farmi paura sul serio.
Ecco.


Delf ha sparso le sue note alle ore 13:23 nella categoria le migliori cazzate, lumorismo della delf, le provocazioni della delf, il circolo arsenico e vecchi mer
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Di zompettare, di fidati e di stelle a spasso


Con ai piedi il nuovo e addosso il blu, oggi la giornata è cominciata allegra. Che ho fatto tardi, e se non mi decido a dare una svolta a 'sta cosa, qui finisce male. Che ho fatto di corsa ma poi in macchina ho cantato come mi vien bene in certe mattine e son brividini lungo alla schiena. I miei. Quelli di chi mi affianca invece me li immagino! Ed è per questo che canto, occhiali scuri in canna e non guardo nessuno...si sa mai qualcuno s'offendesse, ecco.
Che son arrivata qui che zompettavo e la collega invece strascicava i piedi. Saran i tacchi le ho detto. Sarà la primavera, m'ha risposto. Che poi zompetto di piano in piano, stampo e sistemo, controllo e spillo, fotocopio e passa una buona ora.
Che poi mi chiama la collega VogliaDiLavorareSaltamiAddossoCheIoMiScanso e mi dice: potreste fare tu e la Collega Bip lo smistamento dell'ordine di cancelleria prima che arrivi il Boss?!
Che in altri tempi partiva il fanculo stereofonico, oggi invece  è partito solo un bel sorriso e taaaaaaanto altro lavoro che poi...thò...il Boss è già qui, valà?! Che io oggi son vestita da prima comunione, che ci ho l'anima candida di un neonato, la pelle profumosa di crema al cocco, che mi son persino ricordata il profumo...mi ci mancava solo di ridurmi come una ragazzina in gita scolastica per prati!
Che in tutto questo da ieri pensa che ti ripensa mando una mail. Risposte a metà, che io già ho capito tutto ed è la solita nemesi mia che s'avvera. Arriva la risposta, e son altre conferme mie ed altre domande sue. Che allora c'è poco da fare, penso. C'è solo da decidere che tipo di buona amica voglio essere. Che a raccontar balle, a dar pacche sulle spalle, a condividere con un "eh si...che ci vuoi fare" io non son più capace e forse non ne ero capace manco in tempi andati, solo che non mi sapevo ancora bene. Le ore che son passate alla fine son state utili per scegliere le parole, per provare a dare una certa piega, e che poi alla fine ho fatto tutto d'istinto, di pancia e ho scritto solo "fidati". Che dire fidati ad una che vive di manie di persecuzione è una scommessa delle migliori. Ma c'è tutto l'appello a quel suo essere vera che se pure non arriverà oggi, prima o poi arriverà. Che adesso che ci penso bene, io un po' della zecca attaccata a succhiar mentre ti sorride felice ce l'ho, con quelli a cui tengo veramente, eh?! E vabè...
E ieri sera saran state le scarpine chenesò, ma poi ad un bivio ho scelto di andar dritta, ho scelto di scommettere anche qui. Una sola mezz'ora, ma con la convinzione che sia stata densa ed importante come un mese di vita a chi ha poche ore. Che poi c'è stata pure la corsa a far la spesa che chiude il supermercato e non mi ricordavo ed è mancato poco ci cacciassero a pedate...ops! Che le offerte erano cominciate solo il giorno prima e manco ci fosse la guerra era praticamente finito tutto. E a me questa cosa un tantinello preoccupa, come quando vedo gente con i carrelli stracolmi di pelati e di acqua in bottiglia. Non che non sia comodo, ma sarà che a me ci vorrebbe pure la casa della VicinaBella per far scorte simili!
Che poi questa leggerezza insiste, pervade e persiste in ogni cosa che mi riguarda. Che non si litiga manco più col Mipo, e son conquiste belle e poi mi ritrovo a pensare che fu quel giorno di dicembre a cambiare le cose. Un attimo di sforzo supremo, un non fare, non dire, non cambiar tono quando tutto dentro e fuori di me mi urlava di urlare e di sfanculare. Che subito dopo fu lacrime di fatica, di frustrazione ma anche di soddisfazione, che me lo ricordo come fosse ieri...furono complimenti a me stessa per la prima volta e furono mentre si stendeva un bucato al freddo invernale. Che tutto svanì in un abbraccio e in un scusa che è uno di quei regali che riempiono il cuore, non l'orgoglio. E se lo sapevo che ci facevano la pubblicità con la Longoria e il gelato mi vendevo il brevetto, uffa!
Che in tutto questo ho messo su il braccialetto con le pietre azzurrine di mia madre perfetto stile anni '70 che ogni volta che mi muovo è come melodia di sonagli e cammino e zompetto per gli uffici con questo suono qui e i capelli sciolti, la festa nei piedi e i colori addosso e si sta bene, adesso, in quella che sono io.

 


Delf ha sparso le sue note alle ore 10:58 nella categoria parole al vento, nam myoho renge kyo, lumorismo della delf, la delf e le sue considerazioni
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mercoledì, 07 maggio 2008

Di capita, di scarpe, di sorrisi e di maestri


Capita.
Capita che ti alzi la mattina e non ci hai voglia di fare le tue cose. Ti alzi e sei già stanca. Che poi hai dormito da svenuta e non ti sei goduta molto del tutto, e ti alzi che i cuscini hanno discusso con i tuoi capelli, che la gatta tatina ci ha lasciato sopra una parrucca di peli bianchi e che la panzona sta ululando al dio dei gatti la sua fame e la sua presenza. Ti alzi e prendi il tempo. Per respirare ma anche per fare le cose in maniera diversa, per invertire i fattori, che poi il risultato non cambia, ma chissà perchè poi te stai meglio. Non è un'ora, non sono due, ma solo quaranta i minuti per te, specificatamente per te. Minuti in cui pensi, cerchi, ravani, annaspi, ti rendi conto che non va, che non gira come dovrebbe, che ti sei persa per strada pezzi e pezzettini, che qualcosa di diverso dovresti sentirlo ma che non c'è verso di ritrovarlo. Bon. Pace. Oggi è così. Un solo desiderio: che non sia come ieri, che ieri hai marchiato gli stipiti di due piani a forza di dar craniate per la noia. Ti vesti o meglio, ti copri che non ci hai molta voglia di scender giù le cose estive che qui esci col sole e rientri con la neve, come adesso. Ti vesti e pensi: non vado. Poi pensi: no, sarebbe fuggire. Quindi: mi prendo permesso e vado via a pranzo. E allora: ehno', sarebbe comunque fuga a metà. Che non c'è niente di peggio che prendersi per il culo dicendosi quanto si è stanchi quando in realtà a parlar è solo la pigrizia e la propria sciatteria mentale. Raggiungi un compromesso: a pranzo scarpe. Che non è come una caprese, ma se una si deve far del bene, che se lo faccia a dovere. E allora capita che esci di casa vestita come scaramacai, ma col pensiero fisso che a metà giornata farai qualcosa di bello.
Capita poi che riesci pure ad uscire in tempo, che svicoli dal traffico il giusto per andar persino a far colazione al bar in ufficio, che incontri la collega bip, la guardi e pensi: venerdì doccia solare e punto.
Capita che ti guardi allo specchio dell'ascensore e hai la conferma: di te oggi salveresti solo il trucco.
Però ci hai addosso quella scintillina, quella vocina che ti continua a non far mollare. Così capita che lavoricchi, poi vai in pausa e cominci a scrivere qualcosa per il blog, poi di nuovo si lavora e allora te ne esci col torno subito. E si arriva a pranzo. E si mangia di corsa, si esce di corsa, di corsa si va al centro commerciale, si parcheggia al solito posto, si entra e ci si stupisce del vuoto, perchè ci sono i giorni in cui i centri commerciali son vuoti, dannazione!
Capita così che entri per veder un paio di scarpe, ma scegli la strada che porta prima in un negozio di abbigliamento. Provi pantaloni e camicette, provi vestitini e colori, lasci un paio di pinocchietti arancioni che...mmmmh...e poi ne esci con una camicettina blu con le maniche a sbuffo che è una meraviglia, tranne nel prezzo! Sgrunti un po' ma non rinunci e se danno deve esser, danno sia: ballerine bianche, beige e azzurrine a fiorellini con fascetta azzurra...modica cifra di soli dodicieurini. E capita che basta davvero poco per cambiare il corso di un giorno che poteva essere una cosa e invece è stato altro. Come lunedì sera. Che vai per cantare e sei un mezzo straccio per tutta una serie di cose, non per ultima l’antibiotico che sta lavorando il suo ma anche un po’ troppo, ecco. Capita che vorresti metterti da una parte, e stare tranquilla, invece c’è sempre quel non so che che… e allora stai dove sei e va bene. Va bene comunque. Che ti impari a conoscere meglio e a fare anche un po’ pace con te stessa, alla fine. Che se in molti ti dicono quanto sei e quanto fai, non è che poi siano proprio tutti scemi, ecco. Capita che incontri chi non vedi da una vita, e la trovi giù, la trovi confusa, la trovi perplessa. Capita che tempo prima le avevi detto una cosa tra molte, e che quella cosa ha avuto la funzione di perno. Da quella cosa lei non s’è smossa, s’è chiesta, s’è domandata, s’è interrogata. Senza molto successo, che se stai lì a chiedere alla fine sei fermo e le risposte non scendono dal cielo, si sa.  Capita che per un attimo tu ti metti in discussione e pensi: non posso farcela, le serve altro. Provi a dirlo, ma la risposta è una sola, e allora capita che trovi quella forza, quelle parole, quei gesti da non sai neanche tu dove. Capita che ti ascolta, mentre tu affondi il coltello, capita che insieme fate una passeggiata e che poi finite per abbracciarvi perché magari di quel che le hai detto si e no due cose si son fissate, ma son state cose giuste, per lei. Capita che poi canti e pensi: ecco, forse questo è davvero quel che si fa, ad esser cuccioli di leone.
Capita.
Capita che pensi cosa significa avere un Maestro con la M grande nella propria vita. Maestro è chi dà. Chi dona una vita fatta di proprie esperienze, di proprie lotte, di proprie realizzazioni. Maestri siam tutti e nessuno. Maestri ne ho avuti tanti, non troppi, probabilmente il giusto. Maestro è stato chi ha dato anche senza volere, chi ha dato volendo e chi ancora mi dà consapevole di farlo. Ed è il miglior bastardo che io conosca, tra parentesi!  Ma il mio Maestro alla fine, l’unico e solo, è colui che mi continua a dire: lotta. Lotta e vinci. Ancora oggi. Ancora, di nuovo. Su di te, sui tuoi limiti, sulle tue paure. Guarda la vita con gli occhi di chi vive per gioia e non dolore. Sorridi lì dove ti vien fuori rabbia e oscurità. Sospira invece di dir quella parola di troppo. E poi riparti, consapevole e forte, un passo in più, un mattone in più. Maestro è colui che senza conoscermi ma attraverso mille e mille parole mi incoraggia, mi racconta di sé e del suo, di Maestro. Mi ricorda chi sono e chi posso essere, senza mai violenza, senza mai forzature, senza plagio né prese in giro. Maestro è colui che mi fa sorridere delle mie difficoltà, che so di aver vicino pur non avendolo mai incontrato, per quel mistico senso che la vita ha e che purtroppo è così facile dimenticare, persi nel senso nero della propria e altrui esistenza. Maestro è colui che amo come un padre, come un nonno e che mi verrebbe voglia di abbracciare con lo slancio che, e capita sempre più spesso, sento di avere nella mia vita.
Capita.
Capita che si inizi a raccontare in un post una giornata e si finisca per parlare di un sorriso del cuore.
Capita, sì.
E capita pure che se non la smetto di sorridere e di muover piedini vestiti a festa, qui mi pigliano per scema definitivamente.


Delf ha sparso le sue note alle ore 16:41 nella categoria parole al vento, pensiero e azione, le migliori cazzate, nam myoho renge kyo, lumorismo della delf, vitaccia strega
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Ri - torno subito...


...vado a comprar scarpe...scusate!


Delf ha sparso le sue note alle ore 12:06 nella categoria le migliori cazzate, lumorismo della delf, stipendio maledetto, vitaccia strega, le provocazioni della delf, il circolo arsenico e vecchi mer
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Torno subito eh?!


 


Delf ha sparso le sue note alle ore 10:10 nella categoria le migliori cazzate, lumorismo della delf, le provocazioni della delf
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martedì, 06 maggio 2008

Di rodimenti vari e di cadaveri sul fiume


Che forse ho scoperto che quando non parlo faccio più danni di quando parlo.
Che magari è la volta buona che uno sguardo torvo, un passo un tantinello più stizzito, un insieme di me che fanno bellicoso e poco socievole sortiscono un effetto quanto mai insperato e immediato.
Che se mi si chiama mentre si è al telefono per i cazzi propri ululando "alsoccorsoaccorruomo" e io sto con due cellulari attaccati al cervello, dentro la stanza del ced cercando di salvare il salvabile del mio pc infettoso e infettato.
Che se mi si chiama perchè ci pesa il culo (e quanno ce vo'...ce vo'...).
Che se poi quello su cui mi si chiama è un'altra pesata di culo di altro soggetto che "eeehhhh...io scrivo maleeeeee..." e allora smista la posta ma non scrive la destinazione, e così...eeeeeandiamoooo!!! si fa lo stesso identico lavoro in tre e si perde tempo e m'incazzo come un riccio che non tromba da mesi!!!!
Che se tutto questo avviene a fine di una giornata del piffero, di quelle che era un tanto notevole che non venivano su, quello giornatine inutili, pigre, piene di niente, che il lavoro lo hai finito alle nove e sei entrata alle ottoetrenta, il resto è cervello lesso, che aspetti la pausa pranzo come gli ammutinati del Bounty la terra ferma, le donne e il rifugio, che poi ricominci e speri di ritornartene a casetta prima di ora e sai che così non sarà perchè se c'è una cosa che le giornate così sanno far bene è non passare. Mai.
E mi rendo conto di aver fatto l'ennesimo errore. Aspettarmi qualcosa. Decentrami e mettermi ad aspettare a bordo fiume. Che se è vero che veder passar cadaveri ha il suo bel perchè e pure il suo notevole fascino, quando sono di chi dico io, non è però quello che mi appartiene. O meglio. Che ho imparato a far mio. Perchè poi l'indole, invece, quella è. Ma non mi piace. Non mi produce...buona vita, ecco.
Che poi lo dico sempre: se vedi dove hai toppato, sei a metà dell'opera. L'altra metà è cambiar direzione, sanare il sanabile, risolvere il risolvibile, sfanculare quel che resta e andare avanti.
Tempi di reazione: accorciati.
Sofferenza: ridimensionata. Che a passare ci vorrà del tempo, ma siamo fiduciosi, dai!
E comunque, stasera da qui tornano tutti a casa. Vivi.
É già un successo così, in fondo.

 


Delf ha sparso le sue note alle ore 16:26 nella categoria lumorismo della delf, vitaccia strega, la delf e le sue scojonature, le provocazioni della delf
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Di padri e di notizie bomba Namber Ciù


Delf: "Babbo...ALLORA! Quando parti?! Quando arriverai?! Quando presenterai?! Cosa dirai?! Che farai?! Ti divertirai?! Mi penserai?! eh?!eh?!eh?!eh?!eh?!eh?! eh?! EH!?"
Padre della Delf : "SGRUNT!"
D: "Oh babbo...che accade?!"
PdD: "SGRUNT!"
D: "...mi devo preoccupare?!"

Sono seguiti minuti intensi in cui il genitore ha informato la Delf della tragedia che incombe sull'avventura torinese.
L'editore ha sbagliato a stampare il tomo namber ciù dell'opera omnia paterna.
L'editore, non si sa come nè pikkè (a dir il vero, il babbo sul pikkè qualcosa ha suggerito...), sul secondo tomo ha incasinato faccette, stemmi, disegni, titoli e spiegazioni.
L'editore, malgrado la cianografica finale fosse perfetta.
Malgrado il passaggio di ben quattro bozze.
Malgrado la supervisione del PdD e della MdD (n.d.D. Madre della Delf, che puntalmente soprassiede sempre a TUTTE le correzioni di bozze), e di un altro paio di anime pie.
Malgrado questo e quant'altro di rito, ha sbagliato una quarantina di pagine del tomo namber ciù dell'opera omnia del PdD.


La Delf ha chiesto lumi al genitore, presumendo l'ipotetico floop della presentazione.
Immaginando il blocco dell'operazione tutta, il crollo delle borse di tutto il mondo, la chiusura della fiera fierosa e la non partenza del genitore, ha chiesto con un filin di voce:

"...e mo'!?"

Dopo un sospiro rassegnato, la risposta del PdD:

" E mo' andiamo su, presentiamo un libro che non esiste se non nell'unica copia che faremo vedere noi.
Da lontano.
Da molto lontano.
E il primo che gli si avvicina gli stronchiamo i ditini."

A tutto c'è soluzione, in fondo.


Delf ha sparso le sue note alle ore 14:08 nella categoria lumorismo della delf, vitaccia strega, il padre della delf
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